Viaggio in Tasmania

In camper nell’isola delle pecore

Viaggio in Tasmania

In camper nell’isola delle pecore

Hendrik siede esausto in una grotta, le braccia strette intorno alle gambe coperte di fango. Lo sguardo perso nella spaventosa oscurità della Tasmania. Accanto a lui: il fotografo Franz Walter. Stessa postura, stesso sguardo. Silenzio.

Per molte ore hanno lottato per farsi strada tra la boscaglia,  i rami della giungla, le sanguisughe e con la nebbia che diventava sempre più fitta - lontani dalla civilizzazione, nel mezzo della 

selvatica vegetazione tasmaniana. Dovevano trovare una location per un foto shooting e scoprire itinerari d’arrampicata. Il grafico ORTOVOX Sebastian e il regista Markus volevano raggiungerli poco tempo dopo.
Ora però, a distanza di ore, Hendrik e Franz sono seduti spalla a spalla in una caverna. Senza cibo, senza rete. Soltanto il rumore dell’acqua che gocciola e di animali impossibili da identificare disturba la quiete notturna. Nessuna traccia di Sebastian e Markus. 

  • L’ORIGINE DI UN VIAGGIO

L’ORIGINE DI UN VIAGGIO

Un invito dalle farm della lana Merino tasmaniana.

Five weeks earlier, ORTOVOX marketing boss Hendrik had called Sebastian to his office. “Wastl, do you fancy going to Tasmania?” With a wide grin and a spark in his eyes, Hendrik told him about the invitation from ORTOVOX’s merino wool partner in Australia. They would get to know the farmers and their working conditions, see the animals in their natural, wide-ranging environment, and above all: See for themselves the unique beauty of Tasmania.
A short time later, Hendrik, PR manager Martina and graphic designer Sebastian were sitting with photographer Franz and drone operator Markus at the airport. The plan: A nearly two-week road trip through the land of the Tasmanian devil. From visits to the Montecute, Rothamy, Lewisham and Ashby sheep farms, to a photo shoot and climbing in the most beautiful parts of the Tasmanian wilderness.
The five-person crew set off for an unknown country, which has more sheep than people, fully laden with camera equipment, climbing gear and a great sense of anticipation. 

L’ORIGINARIA ISOLA-PRIGIONE

Un’isola dall’altra parte del mondo che non potrebbe essere più variegata.

La Tasmania, con quasi 70.000 km², è l’isola australiana più grande e si trova nella parte sud-est del continente, a circa 240 chilometri dalla terra ferma australiana. Prima l’isola, la cui superficie corrisponde a ca. due volte l’Emilia Romagna, era una colonia penale. In seguito è diventata un paese le cui risorse sono state sfruttate in modo sconsiderato: industria del legname, industria mineraria o l’arginatura dei fiumi erano un’importante fonte di entrate. In seguito a violente proteste e alla lotta per la conservazione della giungla primordiale tasmaniana attualmente ¼ del paese è protetto. Soprattutto la parte occidentale è zona naturale protetta: qui si trovano le riserve della foresta della Tasmania patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Dal punto di vista paesaggistico la Tasmania è caratterizzata da contrasti: dalle tropicali foreste pluviali e di eucalipto alle ampie distese erbose, dalle spiagge sabbiose senza fine fino alle selvagge formazioni montuose: l’isola offre una varietà di paesaggio pressoché illimitata.
Roadtrip Map

PECORE, UOMINI E SOLITUDINE: IL VIAGGIO COMINCIA

The farmland is perfect for sheep
Tasmanian landscape Tasmanian farmer

Dopo oltre 26 ore di volo la squadra di ORTOVOX raggiunge la capitale della Tasmania: Hobart. Qui vive quasi la metà dei circa 500.000 abitanti. Una piccola città situata alla foce del fiume Derwent river nella Tasmania meridionale è caratterizzata da edifici vittoriani nella zona porto simile a un fiordo e ricorda fortemente il periodo coloniale.
Un po’ stanchi all’arrivo, ma dopo aver ritirato il lussuoso camper gigante, i cinque della squadra sono pronti per cominciare il viaggio: alla Montecute Farm i farmer Richard e James, la quinta generazione a gestire la farm, accolgono i cinque. Oltre 25.000 pecore Merino vivono su un terreno di più di 8.000 ettari. Non sono solo gli animali a percepire uno spazio impressionante e una libertà sconfinata. La vita qui è definita dalle regole della natura. Il giorno comincia con i primi raggi del sole e termina con gli ultimi.
Dalle greggi di pecore alle stalle, la vita in comune fino all’escursione in motocross e alla cena tutti insieme: non ci si sente trattati da ospiti, ma si passano le giornate alla farm sentendosi dei veri membri della famiglia.
Due giorni, una collisione drone-albero e un buco sul tetto del camper dopo il viaggio continua: sulla lista ci sono le farm Rothamy, Luisham e Ashby. In ognuna di queste farm Martina, Hendrik, Sebastian, Frank e Markus sentono la cordialità delle persone, la vita comune degli uomini e degli animali e una sensazione di soddisfazione.
Il motivo per cui le pecore Merino si sentono a proprio agio in Tasmania, e possono quindi produrre anche la lana migliore, è da ricondurre alle diverse forme del paesaggio e al clima. Dalle montagne coperte di neve, ai paesaggi lunari fino ai fertili pascoli, la Tasmania offre l’ambiente ideale a una molteplicità di tipi di animali e di piante. Per le pecore la parte orientale dell’isola è perfetta: fonti di foraggio ricche di proteine e temperature moderate.
La ragione della particolare flora e fauna della Tasmania è dovuta tra l’altro anche al suo passato geologico: per oltre 50 milioni di anni la Tasmania è rimasta isolata. Così si è potuta creare una molteplicità di specie endemiche che non si trovano in nessun’altra parte del mondo. Molti tipi di animali portati in Australia non sono mai arrivati in Tasmania, così specie come il bandicoot sono state salvate dall’estinzione. Grazie all’isolamento dalla terra ferma sono endemiche anche circa 1.500 tipi di piante che esistono infatti soltanto in questo ambiente particolare. 

Spot arrampicata

Cisterna dell’acqua rotta, buco sul tetto: il collaboratore ORTOVOX responsabile non è stato a tutt’oggi identificato. Ma questo non ha potuto fermare Hendrik, Martina, Sebastian, Franz e Markus: dopo cinque giorni passati in un ambiente riparato e protetto è grande la voglia di rupi erte e di arrampicate selvagge.
Totem Pole - è la prima cosa che viene in mente ad arrampicatori (e non) sentendo nominare la 

Tasmania. Un enorme roccia che emerge dal mare. La Tasmania ha però molto altro da offrire: arrampicate alpine solitarie su laghi neri, scogli senza fine direttamente sul mare fino alle arrampicate ben chiodate sulla roccia rossa. Gli arrampicatori Hendrik e Sebastian si accordano velocemente: per prima cosa il viaggio deve portare a Ben Lomond nel nord-est della Tasmania. Poi avanti verso ovest nel Tyndall Range e infine ancora una breve tappa a Bare Rock. 

  • Ben Lomond

    BEN LOMOND

    La zona di arrampicata Ben Lomond si trova in un parco nazionale di quasi 200 km². Il massiccio si contraddistingue per le sue bizzarre formazioni rocciose e per il diabase rosso. Il diabase è un tipo di roccia subvulcanica più dura del granito. Da Hobart il posto dista dalle tre alle quattro ore ed è considerato una delle migliori zone d’arrampicata alpina e trad della Tasmania. Qui sono popolari soprattutto le arrampicate in fessura, perciò non dimenticate i friend!

    Il momento migliore per le arrampicate: da dicembre a marzo.

  • Tyndall Range

    TYNDALL RANGE

    Tyndall Range si trova nella parte occidentale della Tasmania ed è caratterizzato da una varietà impressionante di laghi glaciali. Il tipo di pietra è un conglomerato: una roccia di consistenza grossolana. Le pietre trasportate e levigate dai fiumi creano imponenti depositi ghiaiosi pressati a loro volta da altri strati. Sotto la pressione si creano conglomerati di tipo roccioso sui quali, come per il Tyndall Range, ci si può arrampicare in modo eccellente. In quattro ore di tempo si può raggiungere da Hobart Tyndall Range con i suoi itinerari di 300 metri. Particolari sono qui le arrampicate solitarie, isolate e abbandonate direttamente sui laghi.

    Il momento migliore per le arrampicate: da dicembre a marzo.

  • Bare Rock

    BARE ROCK

    Bare Rock è una parete rocciosa di 200 metri d’altezza di colore nero-arancione e si trova a circa tre chilometri a sud di Fingal. Negli ultimi anni questa regione è diventata un obiettivo particolarmente amato dagli arrampicatori. Qui ci sono arrampicate molto ripide e a strapiombo. Accanto a innumerevoli percorsi di arrampicata sportiva Bare Rock offre anche le tradizionali arrampicate multi-pitch. Inoltre la diabase è della migliore qualità. Nel giro di due o tre ore la regione si può raggiungere da Hobart.

     

    Il momento migliore per le arrampicate: da febbraio a luglio (chiusa in primavera). 

In mezzo al nulla

Climbing Tyndall Mountain

Giunti a Ben Lomond Hendrik, Sebastian, Frank e Markus si trovano davanti a pareti che raggiungono i 200 metri d’altezza e a diabase di color ruggine. Le innumerevoli fessure di mano e di dita si susseguono minacciosamente verso l’alto. Non c’è da meravigliarsi che Ben Lomond nella parte nord-est della Tasmania sia una delle più importanti regioni d’arrampicata a fessura. Con reverenza e con rispetto Hendrik e Sebastian osservano il primo percorso. “Cominciamo con moderazione” dice Sebastian. Hendrik annuisce. Un pensiero che, alla luce delle ambiziose escursioni e delle condizioni atmosferiche in continuo peggioramento, si è dimostrato essere un’ottima decisione.

Il secondo giorno Hendrik, Sebastian, Martina, il fotografo Frank e il regista Markus perlustrano la zona. Qui nella Tasmania orientale il paesaggio è un po’ più dolce, il clima più mite. Ad ovest invece le rocce sono più selvagge, la natura più aspra e i luoghi ancora più scarsamente popolati.

Per oltre sette ore viaggiano in direzione della seconda tappa, Tyndall Range. Passando lungo posti come Interlaken e Flinstone, il Little Pine Lagoon e il Lake King William attraverso la giungla che diventa sempre più folta verso quello che era una volta il centro dell’industria mineraria tasmaniana. Le strade sono deserte, le case abbandonate. 

Climbing Ben Lomond

È la fine del mondo. Paesaggi rocciosi, licheni, arbusti nani e piante su ghiaia dominano la regione di Tyndall Range. Nella prima serata la squadra di ORTOVOX giunge a un parcheggio in mezzo al nulla. Hendrik e Frank vogliono controllare la location e aspettare in una grotta. Un accogliente bivacco con vino e pasta. Sebastian e Markus li raggiungono dopo. Questa era l’idea.

Si sta già facendo scuro quando Hendrik e Frank decidono, dopo due ore, di fare una breve sosta. Sulle loro gambe si sono attaccate 10, forse anche 20 sanguisughe. Continuano a lottare attraverso la giungla. Ogni passo diventa più faticoso, l’oscurità più minacciosa. Nel punto del bivacco, una grotta fredda, gocciolante e poco accogliente, la pioggerellina è diventata un acquazzone.
Due ore più tardi Hendrik e Frank siedono l’uno accanto all’altro rannicchiati nella grotta. Di Sebastian e Markus, che portano nello zaino il fornello a gas e il vino, nessuna traccia. Dopo i segnali luminosi, le grida e le ricerche Hendrik e Frank si rassegnano - gli altri due avranno cercato riparo dalla pioggia in un altro rifugio. Esausti si addormentano.

Non appena i primi raggi di sole raggiungono la grotta Sebastian e Markus sono improvvisamente lì: coperti di fango, stanchi e a pezzi. Nell’oscurità non 

On the top of Ben Lomond

erano riusciti a trovare il bivacco e avevano preparato un bivacco d’emergenza. Tempo di riposare non ce n’è: sta sorgendo il sole e la roccia chiama.

Arrivati agli scogli sotto di loro si apre una parete rocciosa profonda 300 metri davanti a un lago nero come la pece. I percorsi d’arrampicata sono ariosi, isolati e sul miglior conglomerato. “How hard can it be?” è un itinerario lungo 165 metri al settimo fino all’ottavo grado sul quale Hendrik e Sebastian vogliono cimentarsi. Si muniscono di corde, Frank si posiziona per fotografare, Markus tiene pronto il drone.

Il luogo ha un fascino surreale: Hendrik e Sebastian si arrampicano per 300 metri su un lago di colore verde scuro, quasi nero, circondato dalla migliore e più massiccia roccia e da una giungla illimitata. I due si godono ogni passo, ogni movimento, ogni sguardo verso il basso. Si arrampicano nell’isolamento della Tasmania. Nessuna cordata, nessuno è dietro di loro. Soltanto i fori dei ganci fanno intuire che qualcun altro doveva essere stato qui in precedenza.

Dopo l’arrampicata rimangono seduti su un affioramento roccioso sul precipizio guardando lontano senza parlare. Il tramonto, il panorama e la solitudine della selvaggia natura tasmaniana. Le parole non servono. 

GOODBYE TASMANIA!

Dopo una breve visita a Bare Rock per i cinque termina l’avventura in Tasmania. Un viaggio indimenticabile, ricco di nuove conoscenze, esperienze e di avvenimenti indescrivibili. Quando la squadra di ORTOVOX tornerà un’altra volta in Tasmania non si sa - solo una cosa è certa: sono sempre disposti a partire di nuovo