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La cordata: legatura e distanze sul ghiacciaio

Sottocapitolo: La cordata

La tua assicurazione: la cordata

La corda è la tua assicurazione durante le uscite di alpinismo su neve e ghiaccio. Consente il recupero in caso di caduta in crepaccio e, in presenza di fianchi ripidi e durante le escursioni in cresta, permette di assicurare sia il capocordata che il secondo di cordata grazie alla sosta e ai rinvii. La corda è un collegamento di vitale importanza tra i partner di cordata. Tuttavia si deve decidere a seconda della situazione specifica se in termini di sicurezza è più appropriato procedere in cordata o senza corda.

LA LEGATURA SUL GHIACCIAIO

Il numero ideale di persone in una cordata varia da 3 a 5. Maggiore è il numero di persone in una cordata, minore è il rischio di essere trascinati in caso di caduta in un crepaccio. Di conseguenza, in una cordata a due il rischio di venire trascinati in caso di caduta in un crepaccio è alto, per questo motivo è riservata agli alpinisti molto esperti. Nelle cordate più grandi (da 5 persone in su), invece, è opportuno suddividersi adeguatamente, perché il ritmo di progressione può diventare irregolare e la salita lenta e faticosa, soprattutto per gli ultimi di cordata. In linea di principio, nelle cordate più grandi è necessaria una distanza minore. Scopri di più nelle slide a seguire.

Cordata a 4 e a 5 Cordata a tre Cordata a due

La distanza di legatura in una cordata a quattro varia tra gli 8 e i 10 metri. I nodi frenanti in questo caso non sono necessari, perché in caso di caduta in un crepaccio il numero di componenti della cordata è sufficiente a trattenere la caduta. In una cordata a 5 va adottata una distanza di 8 metri. Il numero di componenti di una cordata non dovrebbe essere maggiore, altrimenti potranno verificarsi ripercussioni negative sul ritmo di progressione.

La distanza di legatura da mantenere in una cordata a tre è di 10-12 metri. In un terreno più ripido è consigliata la realizzazione di nodi frenanti, poiché sono in grado di arrestare la caduta. I nodi frenanti vengono applicati nel terzo mediano. Il primo nodo viene realizzato dopo 3-4 metri, perché la corda deve scavare un solco sul bordo del crepaccio prima che il nodo possa esercitare la sua funzione frenante. I nodi frenanti successivi vengono poi fissati ad una distanza di 1-1,5 metri.

Minore è il numero di componenti di una cordata, maggiore è la distanza da mantenere. Se la cordata è composta soltanto da due persone, è necessario optare per una distanza di 18 metri e realizzare sempre 3-4 nodi frenanti nel terzo centrale della corda. Questa tipologia di cordata viene consigliata esclusivamente agli alpinisti più esperti.

La formazione a V rovesciata La formazione a V rovesciata La formazione a V rovesciata

LA FORMAZIONE E V ROVESCIATA

LE DISTANZE DA MANTENERE IN UNA CORDATA A 3

In una cordata a 3, la distanza che va mantenuta tra i compagni di cordata è di circa 10 metri. Partendo dal centro della corda, si realizza a questa distanza un nodo di giunzione, la corda eccedente viene avvolta attorno al corpo oppure viene piegata “a bambola e riposta sotto la patella dello zaino. Questa corda eccedente si rende necessaria durante il soccorso in crepaccio con il paranco con asola. Un metodo per arrivare con facilità alle distanze desiderate e alla corda eccedente è quello della formazione a V rovesciata, nota anche come formazione a forbice.

Passo 1 Passo 2 Passo 3 Passo 4 Passo 5
Legatura

La formazione a V rovesciata permette di legarsi facilmente e velocemente in una cordata di tre persone, rispettando le giuste distanze. Per prima cosa, il componente centrale della cordata aggancia il centro della corda nell’anello di assicurazione dell’imbracatura con un moschettone a ghiera.

Distanziamento

Ciascuno degli altri due compagni di cordata lega uno dei due capi della corda ad un moschettone agganciato alla propria imbracatura e si distanzia dal componente centrale. Il componente centrale, intanto, tiene saldamente le due estremità della corda.

La distanza giusta

In questo modo i due capi della corda vengono dimezzati e si ottiene la distanza giusta. Tutti e tre i componenti della cordata, a questo punto, si legano alla corda con un nodo a otto ripassato e un moschettone a ghiera.

Avvolgere la corda eccedente

Il primo e l’ultimo componente della cordata piegano la corda eccedente a bambola, lasciando le estremità libere, la sistemano sotto la patella dello zaino e la mettono a tracolla, in modo che sia rapidamente a portata di mano in caso di un soccorso in crepaccio. In questo modo si garantisce che sia disponibile abbastanza corda eccedente per il metodo di soccorso “paranco con asola”.

 

La condotta della cordata

Dopo il partner-check, il controllo dei propri compagni di cordata, ci si può finalmente mettere in marcia. Sul ghiacciaio la corda dovrebbe essere sempre in tensione, in modo da poter trattenere immediatamente la caduta.

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Avvolgere la corda eccedente attorno al corpo

Come avvolgere la corda eccedente attorno al corpo

A differenza della corda a tracolla, anche la corda eccedente può venire avvolta attorno al corpo in spire anziché essere piegata a bambola e riposta all’interno dello zaino.

 

Passo 1 Passo 2 Passo 3 Passo 4
Legatura

Per prima cosa ci si lega alla corda con un nodo a otto ripassato e un moschettone a ghiera nelle distanze desiderate.

Avvolgimento della corda in spire

Partendo dal nodo di legatura, avvolgere la corda eccedente in anelli sopra la testa e il braccio. La lunghezza delle spire deve essere sempre uguale ed arrivare all’altezza della vita. Quando si è giunti quasi all’estremità della corda, le spire vengono disposte in diagonale sul busto.

Come bloccare le spire

Nella fase successiva, formando delle spire, si fa passare l’estremità della corda attraverso l’asola del nodo infilato e dall’interno verso l’esterno attraverso la matassa della corda. Si continua ad avvolgere la spira attorno alla matassa finché la lunghezza della corda eccedente sarà di soli 30-40 cm.

Legatura

Con un nodo di giunzione semplice (nodo galleggiante) la corda eccedente viene legata attorno ai tre capi della corda che fuoriescono dall’asola del nodo. In caso di caduta in un crepaccio, l’impatto dell’urto viene assorbito soltanto dall’imbracatura e non si corre il rischio di strangolamento.